Il vitigno e la storia

La storia

Il Manzoni Bianco è una straordinaria varietà di uva a bacca bianca nata all’inizio del secolo scorso, tra il 1925 e il 1935, e la cui creazione si deve allo studio e all’opera di ricerca del professor Luigi Manzoni, studioso e docente presso l’ “Istituto enologico G.B.Cerletti” di Conegliano (TV) del quale diventò egli stesso preside nel 1933.

Le devastazioni provocate nel campo viticolo dalla fillossera alla fine dell’Ottocento, insieme ai danni lasciati sul territorio del Veneto dalla Prima Guerra Mondiale, furono lo stimolo per il Professor Luigi Manzoni per nuove sperimentazioni genetiche volte a migliorare la resistenza agli agenti patogeni della vite, arricchire il corredo di vitigni e offrire un’alternativa ai pochi vitigni già presenti nel trevigiano all’inizio del secolo scorso (come Verdiso, Prosecco, Raboso).

Il vitigno

Derivato da un incrocio tramite impollinazione di Riesling renano (madre) con Pinot Bianco (padre), il Manzoni Bianco 6.0.13, conosciuto anche come Incrocio Manzoni, è il clone più famoso tra quelli ideati e messi a punto dal prof. Luigi Manzoni. Il nome è particolarmente originale e stimola la curiosità del consumatore: il “6” indica il numero progressivo del filare all’interno del vigneto sperimentale di proprietà dell’Istituto enologico Cerletti, lo "zero" identifica la seconda fase degli esperimenti, avvenuta tra il 1930 e il 1935, condotti dal prof. Manzoni, ed infine il “13” corrisponde al numero della pianta di vite compresa nel sesto filare. E’ proprio da questa vite che deriva un così nobile vitigno, dove una “cultivar” affermata, come il Riesling, si arricchisce di alcune caratteristiche di cui è deficitaria, ovvero quelle del Pinot Bianco.

Luigi Manzoni - inventore del Manzoni Bianco 6.013

Caratteristiche

Adattamento

- E’ una varietà ad alta adattabilità ma che preferisce ambienti fertili e non troppo umidi;
- Ha un germogliamento tardivo e una maturazione precoce;
- Predilige suoli poveri, ghiaiosi, anche con scarse precipitazioni;
- Ha una Produzione media contenuta di circa 60/70 quintali ettaro;
- Predilige un allevamento a Guyot/ cordone speronato/pergola;
- Buona tolleranza alle malattie grazie alla resistenza genetica.

Grappolo

- È piccolo, compatto , spesso con un’ala nella parte superiore;
- Presenta un picciolo molto corto;
- Il suo acino è medio -piccolo di media consistenza e la buccia è color giallognolo dal sapore aromatico;
- Ha un alto contenuto zuccherino;
- Il frutto ha un’ottima tenuta acida anche a vendemmie ritardate e un ottimo corredo aromatico (terpeni e benzenoidi) esaltato in caso di terreni di alta collina con buona inclinazione dei pendii ed ottima esposizione solare.

In cantina

Gli obbiettivi di vinificazione in cantina sono vari e dimostrano la versatilità di questo vitigno; diverse sono le sue possibili declinazioni:
- vino secco aromatico sapido e fresco;
- base spumante a Metodo Classico;
- vendemmia tardiva con note speziate e morbidezza;
- fermentazione parziale da mosto con residuo zuccherino ed acidità elevati.


Territorio

Tra tutti gli incroci e impollinazioni ottenuti dal professor Manzoni, il 6.0.13 è il più affermato ma con delle potenzialità ancora poco conosciute, che attira oggi un numero crescente di appassionati e professionisti del vino.

Attualmente è diffuso in Veneto, dove ha ottenuto la DOC per la zona “Montello e Colli Asolani” ed è previsto in percentuale obbligatoria nella “Docg Colli di Conegliano Bianco”. E’ , inoltre, coltivato, con interessante diversità di terreni e microclimi, in Trentino, in Friuli Venezia Giulia, nei colli Euganei e nell’area del Piave con crescente interesse.

Costalunga Manzoni Bianco DOC Montello e colli asolani

Il primo input di uscire fuori dagli schemi convenzionali del Prosecco in terra di Prosecco ha dato vita al Manzoni Bianco vinificato come “vino bianco secco aromatico”, la declinazione classica di Manzoni più affermata e commercializzata.

Le uve nascono da un vigneto posto a 300 mt. sul livello del mare, caratterizzato da un terreno di marne calcaree frammiste a roccia arenaria che conferisce al vino sapidità e aromaticità.

Giallo vivo con luminosi riflessi verdognoli. Sorprendente freschezza al naso, con complessità di profumi che ti avvolgono via via: fiori bianchi, glicine, frutta a polpa bianca, agrumi e l’inconfondibile salvia. Ogni annata non si ripete mai identica nei profumi. In bocca ha struttura persistente, è sapido e piacevolmente minerale. Un affinamento di qualche anno in bottiglia lo valorizzerà conferendogli particolari sentori di mandorla dolce e roccia bagnata.

Un vino poliedrico che si abbina a piatti di pesce, a una selezione di formaggi giovani o mediamente stagionati, ma anche a un piatto crudo di tartare.

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Sogno Metodo Classico

Dall'intima conoscenza di una materia prima di assoluta qualità come il Manzoni Bianco nasce una grande e originale intuizione: dare vita a un Metodo Classico unico, autentico e senza precedenti.

Prodotto in piccole quantità e solo nelle annate migliori a 350 mt. di altitudine, è un’altra espressione inedita di questo vitigno straordinario dalle grandi potenzialità.

Un dosaggio zero senza compromessi per esaltare al meglio il vitigno e il terroir; brilla di uno splendido giallo paglierino carico grazie anche ad un affinamento sui lieviti di 40 mesi.

Il perlage è finissimo e cremoso con vivace attacco acido unito ad un’inaspettata sapidità. In bocca si incontrano sentori di mandorla, crosta di pane, pompelmo, pesca.

Anni di studio e sperimentazione ci hanno insegnato che la passione può dare vita ai sogni e noi abbiamo realizzato il nostro. Con gli abbinamenti gastronomici ci si può sbizzarrire: il pesce è la sua passione, provalo con i grandi classici come crostacei alla griglia, con fritto misto di mare, con il pesce crudo. Per chi vuole spingersi oltre , provare con la tartare di manzo o con il vitello tonnato.

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Frankenstein

Le novità riguardo al Manzoni Bianco non sono finite. Lo studio di questo meraviglioso vitigno autoctono ci ha insegnato che lui ha sempre qualcosa di nuovo da farti scoprire.

E’ una nuova inedita declinazione del Manzoni che ha dato vita a un’insolita ma molto intrigante creatura : il FRANKENSTEIN.

Lavorato a partire direttamente dal mosto d’uva, viene fatto fermentare soltanto parzialmente, ha un tenore alcolico di 8° gradi e 50 grammi/litro di fruttosio come residuo zuccherino.

Ha un gusto dolce di albicocca e melone, con incursione sapida integrata da note speziate di timo e mentuccia; un equilibrio ben bilanciato tra morbidezza e sapidità.

È un vino da abbinamenti trasgressivi: si può tentare con il Morlacco con miele di alta montagna, con biscotteria secca, o un cannolo siciliano con la frutta candita. Il resto è tutto da sperimentare.

Del resto si chiama FRANKENSTEIN, non solo perché è mostruosamente buono, ma anche perché è il frutto di un esperimento e proprio di sperimentazione vive questo vino e questo vitigno.

Con il carattere gotico dell’iniziale rosso scarlatto in etichetta abbiamo voluto richiamare alla memoria l’origine germanica (renana) che questo vitigno porta in dote.

Grappa di Manzoni

Un’altra scommessa, quella di andare oltre le regole prestabilite.

Manzoni Bianco viene messa nelle abili mani del maestro Capovilla, una mente eccezionale e un grande cuore che ha saputo magistralmente unire la sua esperienza alla nostra creatività e voglia di innovare.

Una cura assoluta delle bucce di Manzoni Bianco, distillate con il classico alambicco discontinuo a bagnomaria.

La particolare cura nella conservazione e nella distillazione, conferiscono al prodotto un ampio bouquet su base aromatica, con un gusto delicato.

Si consiglia di servire la grappa fresca (8-10°C) in tulipani di cristallo

Filosofia di lavoro in vigneto e in cantina

Il nostro lavoro in vigna si allinea alle pratiche agronomiche GDI (Gruppo Difesa Integrata) approvate dalla Regione Veneto, per una viticoltura eco-compatibile.

La raccolta a mano delle uve permette di mantenere integri i grappoli fino alla pressatura evitando ossidazioni e riducendo di conseguenza l’utilizzo di solfiti aggiunti.

Dietro a questi vini ci siamo noi, una piccola cantina di famiglia avviata tre generazioni fa. Oggi Cirotto, dopo un progetto di profondo rinnovamento avviato nel 2000, è diventata un’azienda agricola che gestisce 10 ettari di superficie vitata ed ha la completa gestione dell’intera filiera produttiva. Forte è la volontà di valorizzare i vitigni autoctoni delle colline di Asolo, primi fra tutti la Glera, per la produzione dell’Asolo Superiore Docg Prosecco e il Manzoni Bianco Doc.

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Cantina Cirotto - Asolo

Azienda Vinicola Asolana sas Di Cirotto Giovanni & C.

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